lunedì 3 ottobre 2011

Come facciamo a far conoscere il FUMETTO all'Italia?

In Italia mancano i lettori (sì, sto escludendo me e te e gli altri quattro gatti che parlano di queste robe). E non è il telefono da 400 carte o il tablet da 700 che cambierà la situazione.

In Italia non si legge. Quand'è che si vendono più libri (figuriamoci i fumetti)? Nelle feste (perché l'amico quattrocchi che legge quella roba che si mette sotto la gamba del tavolo traballante, ce lo abbiamo tutti) e sotto le vacanze. Perché? Perchè la gente si rompe i coglioni. E quando ti annoi e non hai nessuno per far qualcosa che fa l'Italiano (e non è in casa con la TV)? Si compra il libro.

Dite che esagero? Perché i webcomic chi li legge? E soprattutto quando? La gente in ufficio. Quando Google fece il doodle di PACMAN stimarono una perdita di miliardi di $ in ore di lavoro perse. La gente si rompe le palle e fa di tutto per evadere. E con un click è facile, e quasi sempre pure gratis!

Ah già, ci sono anche i regazzini. Io se ripenso a quando facevo le medie, e vedevo a casa di amici i Dylan Dog del fratellone più grande avevo la nausea. Che era quella roba squadratona e in bianco e nero? Io in edicola vedevo ste copertine coi disegni assurdi e se li sfogliavo vedevo l'Uomo Ragno A COLORI che menava cazzottoni e acrobazie. Altro che "Giuda ballerino!", ma stiamo a scherzare? Poi sono arrivati i manga. Ma cos'è sta robaccia anche qua in bianco e nero? Ammazza però il fumetto di Ken! Quanto sangue! E qua c'è pure una tetta di fuori! E ammazza che cartoni che si tirano, è più figo del cartone (che era a colori).

La generazione nata negli 80 c'è cresciuta vedendo in edicola il fumetto Italiano come UNA MERDA. E i casi in cui non è andata così, significava che avevano in famiglia un parente, o il papà, che fin da piccoli si rigiravano queste pagine fra le mani, prima ancora di saper leggere cosa c'era scritto dentro le nuvolette (baloon? alle superiori ho scoperto che si chiamvan così!).

"E come hai fatto a diventare un lettore di fumetti allora?" camminavo, vedevo l'edicola, colori, incuriosito. Bam! Scattato qualcosa e rimasto fregato :D

E oggi? C'è bisogno ancora dell'edicola? Non credo. Quanti ragazzini di 13 anni conoscete che parlano di SCANS dei manga? I lettori giovani ci sono, molti di più di una volta! Ci sono tremiliardi di cartoni animati, canali tematici in televisione! L'idea che ci sia qualcosa, di cartaceo, con dei disegni e parole, oggi lo sanno benissimo e senza avere un fumettaro in casa.

E allora, bam! I webcomics. Lo apri tu, lo apro io! Lo leggo, lo linko, lo condivido al mio amichetto su Facebook, etcetera. I lettori ci sono eccome, stano aumentando sempre di più.

Ma tu ti vuoi far conoscere? Apri un blog, pubblichi i tuoi fumettini, scrivi sul blog dei tuoi autori preferiti, magari ti linkano, magari uno clicca su sul tuo nickname dopo aver letto un tuo commento in giro.. o ti iscrivi in un network, un webring e fai presto a farti scoprire da un lettore potenziale. Certo dopo il gioco è tutto tuo, se pubblichi una schifezza, difficile terrai un lettore sulle tue pagine. Ma la possibilità c'è, ed è gigantesca, e parlo perché l'ho vissuta sulla mia pelle. Il 98% dei miei contatti su FB lo testimoniano. Anni fa sarebbe stato impossibile e solo dietro ad una grandissima botta di culo. Oggi emergere col web è facile, è il restare il difficile.

Però si borbotta sempre questo mantra "Come facciamo a far conoscere il fumetto all'Italia?". E allora penso a mio padre, con questo esempio, vero, come un grandissimo spaccato della concezione del fumetto Italiano:
era in bicicletta, doveva far una telefonata ma non aveva spicci per cabina. Passò da un edicolante e comprò la prima cosa che costava poco, il tanto per cambiare i soldi. Un fumetto, tanto sapeva che io li leggevo. Arrivato poi a casa mi disse "Ti ho preso un fumetto!". Mi spiace non essermi segnato il numero e il nome del disegnatore di quel numero specifico. Era uno 'ZAGOR' ed è stato l'unico fumetto che non ho finito di leggere e che ho buttato nella spazzatura in tutta la mia vita.

Come facciamo a far conoscere il fumetto all'Italia?
Lo facciamo sfornando dei fumetti Italiani per i ragazzini concorrenziali al resto che trovano in edicola: comics e manga.

Che da piccoli crescano con Topolino con Cavazzano e con la nostra stupenda scuola Disney, e che da più grandi abbiano la possibilità di scoprire le gioie del passato, che sia Magnus, Jac o Pazienza. Perchè sì, anche se son cresciuti a pane e Dragon Ball, c'è ancora modo per raddrizzare il tiro, quando il seme fumetto è piantato.

Ma nel mezzo, fra immaturità e maturità, in Italia, mancano i fumetti ignoranti con le storielle pruritiginone per le ragazzine e gli eroi d'azione che spaccano culi per i ragazzini. E con dei disegni moderni, dio santissimo. Che se una cosa del genere, la diamo in mano a chi disegna, nel 2011, una roba come "Dr. Morgue" c'è da spararsi sulle palle ancora prima di cominciare.

Seriamente: puntiamo sui ragazzini.

Perchè per quanto ci si sbatta dal basso a pensare di portare nuovi fumetti all'italiano medio, via app, o via sa'rcazzocosa, c'è qualcuno che Italia, dopo tutto quello che Bonelli ha fatto per il nostro fumetto, anche solo come notorietà del media fumetto all'Italia, qualche giorno fa avrà assistito a questo dialogo:

- Hai sentito? Il 26 è morto Bonelli...
- Chi? Aaah, dici il Patron di Miss Italia!

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